At 2,14a.22-33; Sal 15; 1Pt 1,17-21; Lc 24,13-35;

-- (riflessione di p.Sergio Bastianel SJ) --

Anche le letture di questa terza domenica di Pasqua ci presentano dei tratti di un condiviso ricordo del Signore, che riconosce l'efficacia della risurrezione di Gesù nella vita dei discepoli.

I segni della Pentecoste dicono che davvero Gesù è risorto, che egli è il Signore. Ha infatti effuso il suo Spirito e questi suoi discepoli vivono del suo spirito che è in loro.

I discepoli di Emmaus lo riconobbero nello spezzare il pane. Non hanno avuto solo una “apparizione” del risorto. Sono fatti capaci di riconoscere che egli è presente e che la sua presenza salva la loro vita. I “segni” della comunione permettono di riconoscere dove essa è presente, riconoscendo che il Signore già la sta operando.

Pietro ricorda: in Gesù il disegno di Dio si è rivelato per voi e ha operato il vostro credere. Così "la vostra fede e la vostra speranza sono rivolte a Dio". Ciò che vi è dato di vivere è la vostra salvezza.

Ci dia il Signore di riconoscere i segni della sua presenza operante in noi e nella nostra storia. Ci dia di riconoscere, come comunità credente, i segni di comunione che possiamo porre perché sia rivelata la sua presenza.

 

 

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