-- Sapienza, Parola, discepolo --

Sir 24,1-4.12-16; Ef 1,3-6.15-18; Gv 1,1-18;

-- (Sergio Bastianel SJ) --

La Sapienza di Dio è in mezzo al suo popolo: il testo del Siracide ricorda che la ricerca del vero e del bene nel popolo di Israele era sostenuta e animata dalla presenza di Dio nell'esperienza di fede condivisa. La sapienza di Dio non solo è presente nella voce dei profeti, ma sostiene la vita stessa di questo popolo e si esprime in essa: vi ha messo le radici, vi ha preso dimora.

La Parola di Dio si è fatta carne.

La ricerca del vero e del bene, la ricerca del senso stesso dell’esistenza, in tutti gli uomini è sostenuta da Dio, fin dalla creazione. Per tutti la Parola di Dio si fa carne, assume le condizioni dell'esistenza umana. Dio si rivela agli uomini nell'umanità di Gesù di Nazareth. I discepoli lo hanno riconosciuto. Nella familiarità con lui hanno imparato il senso della vita umana e si sono riconosciuti salvati, perché fatti capaci di assumere i criteri di vita di Gesù e desiderosi di vivere con lui sulla terra.

"Vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione". La preghiera/augurio di Paolo esprime ciò di cui abbiamo bisogno per diventare compiutamente discepoli.

Accogliere come rivelazione la Parola che ci viene trasmessa, lasciare che essa formi il nostro modo di comprendere la vita e ciò che è valore in essa. Aver cura di una interiorità sapiente, nella familiarità della relazione con il Signore.


Il Signore ci doni quella più profonda conoscenza di lui di cui abbiamo bisogno, simile a quella che ha trasformato i suoi primi discepoli.

 

Abbiamo 41 visitatori e nessun utente online