-- Gesù Cristo Re dell'universo --

2Sam 5,1-3; Sal 121; Col 1,12-20; Lc 23,35-43;

-- (riflessione di p.Sergio Bastianel SJ) --

Un ladro di prima classe (lui stesso riconosce di meritare la condanna a morte) in qualche modo riconosce apertamente il Signore e muore affidato a lui.

Lo ha visto (a differenza dell'altro condannato con lui), ha visto il modo in cui Gesù vive le sue relazioni, anche rispetto agli avversari. Lo ha visto credibile, ha preso sul serio lui e la sua parola, anche se probabilmente non capiva cosa fosse quel “regno”. Gli bastava che fosse “il suo”, quello che egli affermava. E si affida a lui: ricordati di me. Da ciò che  ha visto e capito di Gesù può pensare che egli possa e voglia “ricordarsi” anche di uno come lui. Ha riconosciuto il Signore.

Perché facciamo tanta fatica a convertirci, con tutti gli aiuti che abbiamo?

Forse la nostra preghiera dovrebbe essere più chiaramente ordinata alla conoscenza del Signore. Abbiamo bisogno di vedere Lui, di riconoscerlo più profondamente, più “da vicino”, per capire che egli ci vuole con lui e lo rende possibile, in una comunione che corrisponde al disegno del Padre, in una umanità che è quella del giardino della creazione, nell'umanità del Regno di Dio, dove Gesù è il Signore. Da ciò potremo meglio capire la nostra partecipazione alla sua sorte, alla sorte dei salvati, dei santi.

Il Signore ci doni anche questo. In lui il Padre ci ha resi ”capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce”.

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